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Storia

Tutta la Val di Fiora è stata abitata fin dalla preistoria, con particolare intensità nell'età dei metalli. Nel pitiglianese numerose sono le testimonianze della civiltà di Rinaldone, della civiltà appenninica, dell'età del bronzo. Gli Etruschi si insediarono a Poggio Buco, talvolta identificato con Statonia, che fiorì sul medio corso del Fiora (Vili-VI sec. a.C.) e sulla rupe di Pitigliano, dove già era sorto un villaggio nell'età del bronzo. La preminenza sul territorio fu assunta dal III sec. a.C. dalla città di Sovana, che la mantenne anche in epoca romana e nel Medioevo, come sede di gastaldato longobardo, poi capitale della grande Contea Aldobrandesca.

Pitigliano, divenuto uno dei più forti castelli degli Aldobrandeschi nel XIII secolo, ne segui le sorti finché, caduta Sovana in mano ai senesi nel 1410, ne raccolse l'eredità. Gli Orsini nei secoli XV-XVI vi edificarono monumenti e fortificazioni e ne fecero il capoluogo di un piccolo Stato, coinvolto in vicende di portata europea, con un ruolo specifico nella storia italiana al tempo di Niccolo III, famoso capitano di ventura detto "il Pitigliano" (o "Pitiglio"), e nelle guerre tra Francia e Spagna. Il passaggio ai Medici nel 1608 non cambiò l'organizzazione istituzionale della Contea di Pitigliano, autonomamente amministrata fino alle riforme illuministiche dei Lorena, che nel '700 dettero nuovo impulso alla vita economica e sociale. Nell'Ottocento la traslazione della Diocesi dove risiedevano ormai da due secoli, fu il maggiore riconoscimento dell'espansione demografica, economica e culturale della cittadina, vivacizzata anche dalla numerosa Comunità ebraica, che vi ha risieduto per secoli fino ai nostri giorni.